Cosa è che fa la differenza ?

 

 

Guardiamo le opere dei grandi artisti e ci domandiamo:

Come hanno  fatto a fare

questa natura morta, questo paesaggio ?

La nostra mente è catturata da un continuo flusso di domande: come riuscirò a dare l'idea di quella distanza. Come farò a sfumare così quel volto o quel vestito.

Anche giocare con i colori a volte ci può risultare difficile. Quali colori stanno bene assieme ? Come li devo accostare? Quanto deve essere spessa questa linea ?

 

Sono tutte domande lecite e alle quali un insegnante deve saper dare le giuste risposte. Spesso però queste domande vengono formulate dalla nostra mente in anticipo al reale momento, come se il nostro stesso pensiero volesse in qualche modo renderci la vita difficile o farci credere che il lavoro che andiamo a compiere sia troppo complesso per noi.

 

 


Lavorando la mente si acquieta.

In realtà non esiste un piano di boicotaggio della nostra mente a discapito di noi stessi. La mente è come un immenso processore che pone continuamente molte domande inerenti a una certa questione e suggerisce una sequenza di strategie per risolverle in base a una logica e alle esperienze precedenti.

 

Ma in questo caso non funziona così. Perchè l'atto del disegnare fornisce automaticamente la risposta alla tua domanda.

Ma a una condizione: che tu non stia saltando fasi di apprendimento e tu proceda con ordine.

 

Se lavori rispettando un determinato processo e accendendo i riflettori su un problema alla volta, la tua mente non ti torturerà più con infinite domande e dubbi e , grazie alla presenza, potrai trovare la strada dentro di te.


 

Un percorso fatto di esericizi

 

Oltre a rispondere a delle specifiche domande un buon insegnante dovrebbe donare allo studente le coordinate per imparare a capire come funziona il processo di autoapprendimento della nostra intelligenza “visiva” e a quale sequenza di successivi step deve passare la persona per poter svilupare la propria creatività.

 

 

L’insegnante deve fornire non solo le informazioni, ma fornire una mappa di come è strutturata la mente in questo particolare ambito, così che lo studente possa imparare a imparare ed uscire dal tranello domanda/risposta.

 

Perché questo processo possa avvenire è necessario fare i giusti esercizi. Esercizi che non rispondono solo alla domanda "come si sfuma", ma che portano con gradualità  e pazienza la nostra mente a stimolare il  corpo e la mano a disegnare, in modo naturale. semplice

 


Impariamo ad accettare

 

 

 

Ma la cosa  che fa veramente la differenza è l'atteggiamento con il quale lo studente affronta il suo percorso . La prima difficoltà da superare  sarà quella di accettare e riconsocere i propri limiti. Nel momento che si riuscirà in questo,  il grosso del lavoro sarà fatto. Perchè è solo mettendo veramente a fuoco i nostri limiti che la mente sarà in grado di sviluppare in modo creativo il processo per superarli o meglio per diventare un'altra "mente."


E' semplice da capire, ma non così tanto da fare. Compito dell'insegnante è portare per mano l'allievo fino a questa soglia. Una soglia che apre le porte alla creatività.

Se invece continueremo a porci, rispetto al disegno, nel solito modo, tra paure ed ansie, il nostro progresso tarderà a svilupparsi e continueremo a restare nel dubbio e nelle difficoltà.

 


Il cammino del disegno è un cammino semplice,

perchè è semplice fare progressi nel disegno,

 

ma allo stesso tempo questo sentiero prevede di

dover lasciar perdere i dubbi sulle nostre presunte incapacità. 

 

Andare alla scoperta del proprio talento

è semplicemente entusiasmante ed è un vero risveglio.

 

 

Cedi alla tua immaginazione, vivi !

 

 

 

E tu da che punto parti ?

 

Vuoi capire quale è il tuo  particolare talento artistico, 

e quali sono le  tue competenze tecniche attuali (anche se parti da zero spaccato) ?