Dipingere all'esterno

Attrezzatura e colori necessari per dipingere en plein air

 

Con la bella stagione si intensificano le possibilità di andare a dipingere all’esterno.

 

 

 

La pittura “en plain air” non è soltanto uscire con il cavalletto ed andare a dipingere all’esterno con lo stesso atteggiamento che si ha quando si lavora in studio.

 

 

 

Scopo di questo genere di pittura è di riuscire a cogliere il momento (l’impressione come dicevano, appunto, gli impressionisti) In questo tipo di pittura il tempo , inteso come scorrere dei minuti e delle ore, gioca un ruolo fondamentale.

 

 

 

Durante la giornata gli oggetti si trasformano sotto l’influsso della luce, diventano ricettori e testimoni di valori tonali in continuo cambiamento. E’ ovvio a tutti che le ombre la mattina saranno da una parte della scena da dipingere e il pomeriggio dalla parte opposta.

 


Parola d'ordine : semplificazione

 

 

Un buona opera si risolve quindi in poco tempo. L’impianto della stessa deve essere risolta entro due o tre ore proprio perché la luce cambia in continuazione: Questo permette anche che l’occhio di conseguenza si colmi di nuovi colori che rilascerà sull’opera. Dovremo cercare di riprodurre i giusti valori tonali e il loro continuo cambiamento sulla scena.

 


Scendendo nella pratica, il materiale e l’attrezzatura che ci porteremo giocherà un ruolo fondamentale. Non avere tutto il materiale che ci serve o averne troppo ci renderà la vita difficile. Le scelte devono essere rapide ed immediate.  Anche lavorare con una attrezzatura che non ci permetta di lavorare con comodità è una cosa da evitare.

 

 

Questa è una parte fondamentale da capire se vogliamo dipingere all'esterno ed ottenere un buon risultato. Perchè perdere tempo nel cercare il giusto tono perchè non abbiamo con noi il colore giusto o intricarsi un un dedalo di colori perchè ne abbiamo con noi troppi ?

 


L'indispensabile cavalletto

 

 

In vendita esistono diversi cavalletti da “campagna” al quale va poi affiancata la classica cassetta degli colori e dei pennelli.

 

Questo ci costringe però a lavorare spesso con la tavolozza in mano, che può essere una cosa bella, ma a volte anche fastidiosa: perché magari dobbiamo pulire un pennello con lo straccio o aprire un tubetto di colore.  Durante la pittura necessitiamo spesso di due mani libere.

 

Inoltre ci servirà  un piano di appoggio dove tenere il materiale che normalmente sarà uno sgabello. Il che vuol dire chianrsi continuamente per qualsiasi cosa ci necessiti oppure optare per la  scelta di lavorare seduti. Personalmente è una scelta un po' limitante perchè ci rende troppo fissi, impedendoci di fare quel passo indietro spesso necessario.  I primi tempi che uscivo lavoravo così ed era molto fastidioso.

 


 

Sicuramente migliore si presenta  la cassetta in legno con struttura a tre piedi. In questo caso si ha la possibilità di dipingere all’esterno con maggiore comodità ed avere un piano di appoggio per la tavolozza ad altezza lavoro. Si tratta però di una struttura sempre molto antica: le gambe sono regolabili mediante una vita a farfalla tutto sommato poco pratica.  In questo caso la struttura ha le ruote, cosa veramente inutile. Quando si va all’esterno si può camminare anche per sentieri dove le ruote servono veramente a poco se non a rendere l’oggetto pesante e ingombrante.

 

Ricordate che la leggerezza del materiale è indispensabile se vorrete stare veramente bene e rieptere così l'esperienza più volte

 


 

Ultimamente si è fatta strada l'utilizzo dell'alluminio  , anche per il settore pittura: Questo materiale   è sicuramente più leggero, pratico e maneggevole del legno.

 

In questo caso vediamo un cavalletto fornito di piano in alluminio: La struttura è abbastanza interessante. Chiaramente dobbiamo portare sempre con noi la cassetta dei colori e dei pennelli che dovremo svuotare e mettere sul piano di lavoro.


A mio avviso è un buon prodotto, anche se forse è incompleto.

 

 

 


 

Personalmente ho unito la tradizione del legno con la leggerezza dell’alluminio riutilizzando una vecchia cassetta contenente  dei vini con un cavalletto da fotografo.

 

Tutto il materiale entra comodamente in uno zaino che può essere portato a spalla.

 

 

 

Come si può vedere dalle immagini l’oggetto unisce la comodità di una struttura portante leggera e flessibile come il cavalletto in alluminio con una cassetta in legno munita di piano di lavoro e tavolozza incorporata che dona un ambiente di lavoro tradizionale.

 

 

Gli scomparti della cassetta possono essere organizzati come meglio si crede. Io ne ho fatti tre: uno per i colori, un secondo per i pennelli e un terzo per gli accessori (diluenti, stracci etc…)

 

 

 


 

Prima di cominciare si prendono i pennelli e si posizionano nel reparto che rimarrà scoperto perché non utilizzato dalla tavolozza e si stenderanno i colori che si vogliono utilizzare sul piano di lavoro.

 

 

 

La tela prenderà posto appoggiata sul coperchio della scatola in legno e per fissarla basterà una semplice pinza in metallo.


Chi volesse costruirla e necessita di qualche dritta  può scrivere a scuoladipittura.allaprima@gmail.com

 


Quali colori portare ? E’ bene avere con se diversi colori , ma non tutti andranno stesi sulla tavolozza. Al momento di iniziare si osserveranno i colori della scena e si deciderà quali colori sono necessari.  Questa è una parte fondamentale del lavoro. L'osservazione non deve essere solo sul disegno, ma anche sui colori. Sette od otto colori normalmente sono sufficienti e non ne consiglio di più a un principiante.

 


 

Quali colori portare ?

 

 

Dipende da cosa si va a dipingere . La tavolozza di una marina è molto diversa da quella di una campagna e un paesaggio invernale ha colori molto diversi di uno ritratto in una giornata d’estate.

 

Nonostante ciò alcuni colori sono sempre fondamentali e questi sono: il bianco di titanio, un’ocra, la terra di Siena bruciata, un bruno (che può essere una terra d’ombra bruciata o una terra di Cassel) A questi quattro  base possono essere aggiunti dei verdi, come il verde vescica , l’ossido di cromo o la terra verde, e degli azzurri come il ceruleo o il cobalto. Possono essere necessari alcuni rossi (un cadmio da stemperare o un rosso Venezia ), un giallo e se la luce ce lo chiede possono essere utili dei toni violacei che possono essere ottenuti con magenta, ciano e viola di manganese.

Per chi inizia: la qualità dei colori deve essere daq studnete. le seire delel Ferrario o della Maimeri o anche Lukas vanno più che bene per i primi lavori

 


La gioia del dipingere all'esterno

 

 

Dipingere , o anche semplicemente disegnare all'esterno è una delle cose più belle che si possano fare nel mondo dell’arte. Mentre la fotografia , coglie la scena nella sua interezza e ci ridona l’immagine mediante una serie di passaggi in un processo di stampa su carta. La pittura permette all'artista di cogliere la vera realtà che non è solo la scena in quanto tale, ma anche l’emozione che ha provato nel vederla e nel ritrarla.

 

 

 

Dipingere all’esterno, che può essere la natura o anche un paesaggio urbano è una esperienza unica ed ogni volta irripetibile.

 


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