Il tranello della tecnica

 Conoscere le tecniche artistiche

 

 

 Conoscere tutte le tecniche artistiche è forse impossibile. Anche restringendo il campo alla sola arte occidentale dovremmo confrontarci con cosi tanti filoni artistici da rendere il nostro sforzo quasi impossibile. Dall’acquarello, alla grafica, dalla pittura ad olio all’acrilico , il pastello o il gessetto, il campo è così vasto da richiedere anni e anni di lavoro solo per farsi le basi. Da tenere di conto che ogni grande filone ha i suoi generi specifici: paesaggio, ritratto, astratto..tanto per dirne alcuni ed ognuno di essi può essere interpretato secondo tecniche specifiche..impressioniste, realiste, simboliste..Conoscere tutto e saper fare tutto è quindi assolutamente impossibile.

 


La domanda che dobbiamo porci è quindi: ma io cosa voglio realizzare ? Mettiamo che il nostro desiderio sia di realizzare un paesaggio realista. La risposta richiede che si conosca la tecnica per effettuare quel particolare tipo di quadro. Se non la conosciamo dobbiamo studiarla e farla nostra. I percorsi possono essere anche molto differenti. Se desiderassi effettuare un quadro alla “Jackson Pollock” dovrei percorrere un altro cammino, solo a prima vista più semplice. Ogni percorso ha la sua tecnica specifica, fatta di passaggi e passi da compiere in successione.

 

 

 


Un apprendimento profondo

 

 

 

 

Apprendere una tecnica artistica non è come imparare l’uso di un programma al pc o una lingua. Questo apprendimento richiede un cambiamento nel modo di vedere , di interpretare e , in un certo qual modo di essere. Questo cambiamento , che va a toccare anche delle note interiori o a risvegliare potenzialità latenti, provoca nello studente una reazione volta a impedire tale cambiamento. A volte capita che lo studente, vinto non tanto dalle difficoltà, ma dalle sue resistenze interne, opti per un’altra tecnica con il risultato di ritrovarsi, dopo poco tempo, allo stesso bivio. Se l’allievo non capisce la lezione, il rischio è quello di non comprendere il senso del cammino che sta facendo.

 


 

Perché vi è una reazione all’apprendimento ? Probabilmente ci sono meccanismi che si sentono minacciati, che ci inducono a pensare “ ma dove vuoi andare? Fidati da me.,.facciamo come sempre abbiamo fatto…, non dargli retta..” oppure “vedi..non ci riesci...” Bene. Quando si arriva a questo punto è un buon segno. Vuol dire che siamo sulla strada giusta. Quello che si dovrà fare è di continuare a portare luce nella tecnica che stiamo apprendendo, scendendo di più nei particolari, andando a illuminare tutti i punti oscuri, a mettere in chiaro tutti gli aspetti specifici e secondari, a vedere e risolvere le nostre difficoltà.

 

 


Il cantante non canta solo con la voce,

l'artista non dipinge solo con le mani

 

 

Così facendo e sopportando nello stesso tempo il borbottio interno. la porta, a un certo punto, magicamente si aprirà e i fantasmi svaniranno, tanto che non ci ricorderemo di esserne stati succubi. La metafora è quella del cantante. Il suo strumento musicale non è solo la voce, ma tutto il suo corpo, il quale partecipa come una grande cassa armonica all’emissione della voce come un contrabbasso o una chitarra. Se quest’ultima non suona solo con le corde, anche l’artista non dipinge solo con le mani.

 


 

Questo processo di “armonizzazione” avviene continuamente dentro il nostro essere artistico. Quando passeremo a una nuova tecnica affronteremo molte difficoltà, esattamente come nella precedente; questo perché le resistenze saranno ogni volta diverse. Dalla nostra ci sarà il fatto che avremo capito come funziona il gioco e ciò implica che sapremo muoverci meglio nell' affrontarle con una visione di noi più chiara e più ampia.

 


 

Il segreto sta quindi nel non fermarsi

ed andare avanti verso la meta che ci siamo prefissati

 

 

Sarà il lavoro stesso a donarci l’energia necessaria

per percorrere la strada