Introduzione al vedere

 

segreti e scorciatoie che non portano a nulla

A volta può apparire incredibile come un’attività , come quella del vedere, che non è altro che una funzione della mente umana non venga stimolata nelle scuole con i giusti esercizi, ma si cerchi di educare l'allievo all’uso di strumenti che, se pur utili, provengono da altre funzioni della mente. Non per questo meno importanti, anzi per certi versi ancora più importanti perché dimostrabili con la logica, ma il vedere e l’arte con la logica c’entrano e non c'entrano.

 

Escludiamo subito sistemi come il ricalco, la copia da piano luminoso e anche l’uso della griglia: tutti questi metodi sono dannosi per la mente dell'aspirante artista perché non lo plasmano al vedere e il senso della vista rimarrà quello che era prima , cioè un senso per riconoscere le cose e i più minuscoli dettagli, ma non arriverà mai, utilizzando questi sistemi, a percepire le relazioni fra le cose, a sentire il senso dell’unità e del tutto

 


Edmund Charles Tarbell


Un metodo che è ancora insegnato in molte accademie è quello di posizionare la tela o il foglio accanto al soggetto, in modo tale che le dimensioni generali degli oggetti ci appaiano esattamente delle stesse dimensioni degli oggetti reali. Ma questo sistema, per quanto alcuni credono che posizionare la tela accanto al soggetto sia molto utile per i principianti e quindi in un certo qual modo sia un sistema che contiene qualche vantaggio, è in realtà dannoso per la mente dell’artista.

 In questo modo copieremo la realtà nella stessa dimensione , senza alcuna riduzione o ingrandimento. Usando questo metodo non svilupperemo l’abilità del vedere, ma solo quella de confronto , imparando esclusivamente l'abilità del riportare sulla tela esattamente quello che vediamo. Va da se che il sistema mostra tutta la sua debolezza ogni qual volta è necessario ridurre o ingrandire il soggetto, ma al di là di questo , quello che è mortificante è la riduzione dell'artista a un rilevatore di dati, una specie di fotocopiatrice dal vero


Un altro sistema è quello di lavorare con una asticella o con una matita o con un pennello suglia angoli del soggetto. C’è da dire che tutte le forme così come appaiono una volta riportate in due dimensioni sono composte da moltissimi angoli. Sono gli angoli associati alle forme che compongono i lati e il tetto di una casa ad esempio. Inoltre ce ne sono innumerevoli altri - costituiti da tutti i punti in relazione ad altri punti. Ora è verissimo che quando realizziamo il disegno di costruzione dobbiamo definire questi relazioni di angoli in misura maggiore o minore come base della partenza. Non è possibile disegnare dal vero senza una accurata ed analitica revisione per l'accuratezza di tutti questi angoli, ma è che vero che il problema oggi è che questo modo di misurazione è diventato un metodo in sé e per sé. Lo strumento si è fatto metodo ed ha superato l'idea di imparare a "disegnare con gli occhi".

 

 

 


 

Corsi di disegno scuola Alla Prima

 

 

Corsi di pittura scuola Alla Prima

 


Quello che sta accadendo e che non sia necessario imparare a vedere, ma è importante semplicemente diventare un “agente di trasferimento” per dimensioni e angoli in sé e per sé.

 

E’ come se qualcuno volesse ridurre la mente umana a una macchina semplice. Forse un giorno arriveremo a concepire una macchina capace di vedere come l’uomo, ma non certamente con questi metodi . In questo modo la somma di ogni piccola relazione della dimensione ti porta al tutto, all’opera e questo è quanto di più sbagliato un artista possa cercare e compiere lavorando sulla tela.

 

In questo modo le angolazioni, le misure ed i costrutti meccanici precedono l'aspetto reale della natura – e questo è un qualcosa che non si trova nel grande disegno del passato. La meccanica sostituisce il visto. La geometria il sentire

 

 

Tom Hughes


In questo modo si esauriscono le energie prima di arrivare al punto e la realizzazione della realtà viene inutilmente rimandata. Degas credeva che fosse un errore consentire a chiunque di lavorare fianco a fianco con ilo soggetto, poiché a quel putno la preoccupazione principale per l’artista diventa la relazione dimenticandoci che tutto ciò che facciamo è una trasposizione piuttosto che una copia effettiva.

Quale è allora la missione della pittura?

Io credo che sia quella di trovare la musica, le armonie, e i rapporti visivi fra le cose, per cui è indispensabile allontanare , in modo graduale, l’artista dalla tentazione di fabbricare un semplice facsimile della natura.

 

 

Anders Zorn


Si osservi nel video come Monet ha montato la sua tela non di fronte al soggetto, ma di lato. In questo modo si costringe a “ricordare” evitando così una copia letterale del paesaggio.

 

Tutto molto diverso dall'usare una griglia non vi pare ?

 



Per Degas, la natura - ciò che vedi di fatto, letteralmente, di fronte a te - sono semplicemente i dati, l'impostazione, il campo da cui si lavora. Non è la fine dell'attività pittorica. Sì, uno studente deve imparare a disegnare con precisione, ma a usando i propri occhi, non ovviando al loro uso attraverso strategie non visive. La natura, come dice Ingres, è "la fonte". Non è la fine. La bellezza visiva è il mezzo, così come il fine.
Molti maestri invitano fortemente i loro allievi a fare una pausa almeno dopo 20 o 25 minuti, ma forse i primi tempi è già tanto. Quante volte dopo solo quindici minuti di lavoro ci accorgiamo che la nostra costruzione è tutta sbagliata.?

 


Nel video seguente possiamo vedere il grande Renoir dare una lezione di pittura. Si può ooservare come il maestro compia pochisismi gesti, passi da una zona all'altra del quadro, sposti la testa, non tenga assolutamente fisso lo sguardo sull'opera e come sopratutto compia delle pause distogliendo gli occhi dal suo lavoro per poterlo vedere sempre in modo critico e analitico. Spesso vedo i miei studenti tendere  a lavorare a capofitto sulla loro opera senza compiere una pausa nemmeno dopo due o anche tre ore ? a volte penso  che si fermino per la fame.

 

 


E' quindi necessario abituare la mente a vedere, giorno dopo giorno non aspettandosi miracoli in una settimana.

 

Un giorno ci accorgeremo che vediamo un po' e poi dopo un po' di tempo vedremo abbastanza e poi ancora meglio.

 

La nostra consapevolezza andrà avanti a balzi perchè la nostra mente non è in grado di consapevlizzare i piccoli

 

progressi. Questo è importante saperlo perchè ci evita abbattimenti e frustrazioni. Un giorno ci metteremo al tavolo da

 

disegno e ci accorgeremo che vedremo molto meglio. Sarà un gran giorno e dopo quello non potranno che seguirne altri.

Segui i nostri corso dal vivo in aula

 

 

Segui i nostri corsi online